A quasi un secolo dalla sua morte il suo nome é per tutti sinonimo di illusionismo.
HARRY HOUDINI ( 1874 -1926) è un mito e la sua vita è una legenda.
La sua magia non era fatta di soli trucchi, il suo fascino, il mistero della sua persona, la sua arte nel fare spettacolo e di proporre numeri di illusionismo e di "escapologia" (l'arte che consiste nel sapersi liberare da qualsiasi sistema di imprigionamento) come solo lui era capace di fare lo rendono a tutt'oggi unico.
Anche i più celebri illusionisti contemporanei si rifanno alla sua arte, ai suoi numeri e traggono ispirazione non solo da un grande illusionista ma du un vero talento dello spettacolo mondiale.
Nel 1874 nasce a Budapest ERICH WEISS, figlio di Samuel e Cecilia Weiss, famiglia ebreo-ungherese trasferitasi negli Stati Uniti quando ERICH aveva pochi mesi.
Il padre lavorava come rabbino presso una sinagoga di Appleton e alla famiglia di ERICH non mancava il necessario per condurre una vita decorosa. Dunque un'infanzia felice per il giovane ERICH che fece nascere in lui il desiderio di muovere i primi passi nel mondo dell'illusionismo.

L'infanzia

All'età di quattro anni, Houdini si trasferì con la famiglia, originaria dell'Ungheria, negli Stati Uniti; in tale occasione i nomi furono modificati al fine di renderli più americani: il nome del bambino passò quindi da Ehrich Weisz a Erik Weiss. I Weiss dapprima vissero ad Appleton, nel Wisconsin, dove il padre Mayer Samuel Weiss prestava servizio nella locale congregazione ebraica riformata in qualità di rabbino. In seguito, nel 1887, Mayer si trasferì col figlio a New York, dove vissero in una pensione sulla 79ª strada fino a quando la famiglia non fu in grado di riunirsi in un alloggio definitivo.

La carriera

Nel 1891 Erik divenne un illusionista professionista (in realtà era un escapologo che per molti aspetti è esattamente il contrario di un illusionista...); scelse il nome d'arte di Harry Houdini come tributo al mago francese Jean Eugène Robert-Houdin e riuscì nel 1913 a farlo diventare il suo nome legale.

Agli inizi la sua carriera di mago non riscosse un grande successo, ma gli fece incontrare nel 1893 Wilhelmina Beatrice "Bess" Rahner, anch'ella illusionista, che sposò dopo un corteggiamento durato tre settimane. Bess divenne la sua assistente di scena per tutto il resto della sua carriera.

Houdini inizialmente si applicò ai giochi di carte ed alle altre arti magiche tradizionali - si autoproclamò il re delle carte - ma cominciò presto a sperimentare le sue evasioni. La sua grande occasione venne nel 1899, quando incontrò lo showman Martin Beck. Beck, impressionato dal numero di Houdini con le manette, gli consigliò di concentrarsi sulle evasioni e lo inserì nel circuito di spettacoli di vaudeville dell'Orpheum. Nel giro di pochi mesi si esibì nei teatri di vaudeville più rinomati degli Stati Uniti e nel 1900 andò ad esibirsi in Europa. Al suo ritorno negli Stati Uniti, quattro anni dopo, era diventato una leggenda.
Houdini in catene

Nei primi vent'anni del XX secolo Houdini si esibì con grande successo in tutti gli Stati Uniti. Era capace di liberarsi da manette, catene, corde e camicie di forza, spesso penzolando da una corda o immerso nell'acqua e sotto gli occhi del pubblico.

Nel 1913 presentò quello che per molti è il suo numero più famoso, la cella della tortura cinese dell'acqua, in cui rimaneva sospeso a testa in giù in una cassa di vetro e acciaio piena d'acqua e chiusa a chiave.
Houdini nuota nella cascate del Niagara in una scena del film The Man from Beyond (1922)

Svelò alcuni dei suoi trucchi nei libri scritti negli anni '20. Molti lucchetti e molte manette potevano venire aperti solo applicandovi una forza sufficiente in un modo particolare, altri potevano venire aperti con l'aiuto delle stringhe delle scarpe. A volte usava chiavi o bastoncini opportunamente nascosti. Era in grado di fuggire da un barile per il latte riempito d'acqua il cui tappo era legato ad un collare da lui indossato perché il collare poteva essere staccato dall'interno. Quando era legato da corde o da una camicia di forza, riusciva a crearsi uno spazio per muoversi dapprima allargando spalle e torace, poi allontanando appena le braccia dal corpo e quindi disarticolando le spalle. Il suo numero della camicia di forza fu inizialmente eseguito dietro un sipario, da cui lui balzava fuori nuovamente libero, ma poi Houdini scoprì che senza il sipario il pubblico era molto più affascinato dal vederlo lottare per liberarsi.

Benché non fosse facile, l'intero spettacolo di Houdini, evasioni comprese, era eseguito anche dal fratello Theo Weiss ("Dash") con lo pseudonimo di Hardeen. La più grande differenza tra i due era nel numero della camicia di forza; Houdini disarticolava entrambe le sue spalle per uscirne, Hardeen era in grado di disarticolarne una sola.

Smascheratore di spiritisti

Negli anni 20, dopo la morte dell'amata madre, Houdini dedicò le sue energie a smascherare medium e parapsicologi, un'attività che verrà poi proseguita ai nostri giorni, tra gli altri, dal mago James Randi e dalla coppia Penn & Teller. La preparazione tecnica di Houdini nelle arti della prestidigitazione gli permise di svelare frodi che avevano fino ad allora ingannato molti scienziati ed accademici.

Divenne un membro del comitato di Scientific American che offriva un premio in denaro a chiunque avesse saputo dimostrare di possedere capacità soprannaturali. Grazie a lui il premio non fu mai ritirato. A mano a mano che la sua fama di "acchiappafantasmi" cresceva, Houdini iniziò a frequentare sedute spiritiche in incognito, accompagnato da un reporter e da un ufficiale di polizia. La più famosa medium che riuscì a smascherare fu Mina Crandon, nota col nome di Margery.

Quest'attività costò ad Houdini l'amicizia di Sir Arthur Conan Doyle (1859-1930), il creatore di Sherlock Holmes. Nonostante Holmes fosse un razionalista che rifiutava il soprannaturale, il suo creatore Doyle era un fervente credente nello spiritismo e si oppose pubblicamente a Houdini, rifiutandosi di credere ai suoi resoconti.

La morte

Houdini morì di peritonite, in seguito alla rottura dell'appendice, ad Halloween, il 31 ottobre 1926 all'età di 52 anni. Solo due settimane prima aveva subito un colpo all'addome da uno studente di boxe della McGill University a Montreal. Questi, andandolo a trovare nel suo camerino, volle mettere alla prova i leggendari addominali di Houdini dandogli un pugno - cosa che Houdini normalmente permetteva - ma quella volta, colto di sorpresa, non ebbe il tempo di preparasi a ricevere il colpo. Nonostante ciò che poi l'opinione pubblica pensò, non fu solo il colpo a provocarne la morte.

Ai funerali di Houdini, tenutisi il 4 novembre a New York, parteciparono oltre duemila persone. È stato sepolto al Machpelah Cemetery, nel quartiere del Queens, con il simbolo della Society of American Magicians scolpito nella pietra; la sua tomba si trova accanto a quella dell'adorata madre. La Society of American Magicians continua a tenere ogni anno una cerimonia in sua memoria il giorno dell'anniversario della sua morte, che comprende anche una seduta spiritica per cercare di evocare il suo spirito.

L'eredità

Houdini lasciò un'ultima lancia nelle mani degli oppositori dello spiritismo: poco prima di morire fece un patto con la moglie Bess dicendole che se fosse stato possibile l'avrebbe contattata tramite un messaggio in codice convenuto tra loro due. Ogni notte di Halloween, per i successivi 10 anni, Bess tenne una seduta spiritica per verificare il patto. Nel 1936, dopo un'ultima fallimentare seduta sul tetto del Knickerbocker Hotel di Los Angeles, spense la candela che aveva arso accanto alla fotografia di Houdini sin dal momento della sua morte.

Ultimi sviluppi riguardo la sua morte

Nel marzo del 2007, George Hardeen, un pronipote del grande illusionista, ha riportato alla ribalta la tesi della morte per avvelenamento (già avanzata da alcuni il giorno del funerale) perpetrata presumibilmente da sostenitori dello spiritismo. Per determinare l'effettiva causa della morte Hardeen ha quindi chiesto l'esumazione di Houdini ed ha ingaggiato due famosi medici legali.

Film

Nel 1953 uscì nelle sale cinematografiche Il mago Houdini, con Tony Curtis nei panni di Houdini. Molti degli equivoci legati alla vita ed alla morte di Houdini sono legati a questo film. Ad esempio, nel film il protagonista muore nella cassa della tortura cinese dell'acqua e non per la più prosaica peritonite.

Nel 2007 la regista australiana Gillian Armstrong ha realizzato il film Death Defyng Acts ( titolo italiano: Houdini - L'ultimo mago) con Guy Pearce e Catherine Zeta-Jones. Il film, uscito nelle sale italiane il 24 aprile 2009, è ambientato negli anni '20 e ripercorre uno spaccato della vita del celebre illusionista.
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HARRY HOUDINI
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